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	<title>Iris Chirurgia</title>
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		<title>Trattamenti di mesoterapia contro la cellulite</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 07:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iris Blog</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se state cercando un buon metodo per combattere la cellulite potrete affidarvi ai trattamenti di mesoterapia. Questo tipo di applicazioni consistono in punture effettuate nel punto in cui c&#8217;è molta cellulite. Naturalmente come in tutte le sue cure non bisogna abusare poichè si può rincorrere in pericoli molto seri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-70" src="http://irischirurgia.it/files/2010/03/phpthumb_generated_thumbnail.jpeg" alt="phpthumb_generated_thumbnail" width="346" height="230" /></p>
<p>Se state cercando un buon metodo per combattere la cellulite potrete affidarvi ai trattamenti di mesoterapia. Questo tipo di applicazioni consistono in punture effettuate nel punto in cui c&#8217;è molta cellulite. Naturalmente come in tutte le sue cure non bisogna abusare poichè si può rincorrere in pericoli molto seri.</p>
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		<title>Botox, in Italia non ha successo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 15:43:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rossella Colapietra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rispetto alla media europea, in Italia i trattamenti a base di botulino non fanno registrare grandi numeri. Basti pensare che siamo al di sotto dei 100mila trattamenti l&#8217;anno, a fronte di una Gran Bretagna con un numero nettamente superiore e degli Usa, in cui i trattamenti sono circa cinque milioni ogni anno. Insomma le donne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://irischirurgia.it/files/2010/06/pd_botox_070425_ms.jpg" alt="pd_botox_070425_ms" width="413" height="310" class="alignnone size-full wp-image-128" /><br />
Rispetto alla media europea, in Italia i trattamenti a base di botulino non fanno registrare grandi numeri. Basti pensare che siamo al di sotto dei 100mila trattamenti l&#8217;anno, a fronte di una Gran Bretagna con un numero nettamente superiore e degli Usa, in cui i trattamenti sono circa cinque milioni ogni anno. Insomma le donne italiane non amano le &#8216;facce da botox&#8217; che riducono la molteplicità espressiva ad un modello unico. &#8220;La bellezza sta nell&#8217;equilibrio&#8221; dice sottosegretario alla Salute Francesca Martini. I dati emergono dal convegno che si è tenuto il 22 giugno a Roma, &#8220;Le donne e l&#8217;estetica: un dibattito sul botulino&#8221;, organizzato da  O.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla salute della donna) e a cui ha partecipato anche Francesca Martini. Il convegno è stato pensato in relazione ai livelli di informazione delle donne sul botulino, partendo dalla consapevolezza che gli argomenti di chirurgia estetica vengono sempre più trattati dai media e che spesso vengono diffuse delle informazioni distorte o errate. </p>
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		<title>Italiane divise tra ritoccate e naturali</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 18:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rossella Colapietra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Da una parte le ritoccate, purtroppo molto spesso ben riconoscibili e con tratti improbabili, dall&#8217;altra le naturali. Il problema è che, se le cose andranno avanti così, tra 10 anni la situazione è destinata a peggiorare: la tendenza ormai è quella di cercare l&#8217;artificio come forma per distinguersi. Con un effetto &#8216;caricatura&#8217; in agguato&#8221;. Parola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://irischirurgia.it/files/2010/06/foto2.jpg" alt="foto2" width="371" height="500" class="alignnone size-full wp-image-124" /><br />
&#8220;Da una parte le ritoccate, purtroppo molto spesso ben riconoscibili e con tratti improbabili, dall&#8217;altra le naturali. Il problema è che, se le cose andranno avanti così, tra 10 anni la situazione è destinata a peggiorare: la tendenza ormai è quella di cercare l&#8217;artificio come forma per distinguersi. Con un effetto &#8216;caricatura&#8217; in agguato&#8221;. Parola di Pierpaolo Persichetti, primario di chirurgia estetica e ricostruttiva dell&#8217;Università Campus Bio-Medico di Roma.<br />
Insieme al collega della Sapienza Nicolò Scuderi, oggi pomeriggio Persichetti interverrà al un incontro a Roma su &#8216;La Bellezza tra consumo e comunicazione&#8217;, per fare il punto sulla questione. &#8220;In tv, ma anche sui giornali &#8211; dice all&#8217;Adnkronos Salute &#8211; trionfano icone della bellezza innaturale&#8221;. Presentatrici e donne di spettacolo all&#8217;improvviso sfoggiano zigomi rigonfi, labbra a palloncino, seni che sfidano la forza di gravità e fronti &#8216;bombate&#8217; dalle troppe punturine, sdoganando di fatto i ritocchi estremi. &#8220;Oggi le pazienti del medico estetico e del chirurgo plastico non sono più tali, ma piuttosto delle clienti che chiedono con forza un certo tipo di intervento, senza pensare a quanto armonico possa essere adesso, o fra qualche anno&#8221;.<br />
Così pullulano già &#8216;bambole&#8217; di plastica, &#8220;che sembrano soddisfatte del loro apparire, anche se sono prive di contatto con la realtà. E&#8217; il caso delle labbra a canotto, che pure se improbabili continuano ad essere richieste&#8221;. Secondo Persichetti il problema è profondo, culturale. &#8220;Non si è più attenti all&#8217;evoluzione filosofica e personale di sé, quanto all&#8217;apparire fine a se stesso, dal momento che l&#8217;aspetto esteriore nel mondo di oggi può essere motivo di crescita sociale. Un modo per esercitare potere e appeal. Per dire agli altri che si è superiori: non si combatte per la sussistenza, ma per l&#8217;apparenza&#8221;. Così la squadra delle &#8216;rifatte&#8217; è allegramente inconsapevole dell&#8217;effetto che provoca a un occhio critico o almeno attento. &#8220;E non si chiede cosa accadrà fra qualche anno, quando a 70-80 anni si dovrà girare con quelle labbra a palloncino&#8221;.<br />
E in futuro? Ci attendono generazioni di nonne siliconate e mostruosamente lisce, magari in bikini per sfoggiare l&#8217;ultima liposuzione? Lo spettro, dice Persichetti, è quello di &#8220;icone artificiose e caricature quasi aliene&#8221;. Ecco perché gli esperti che si riuniscono oggi a Roma evidenziano l&#8217;importanza di un&#8217;inversione di tendenza. Che inizi negli studi medici. &#8220;Ci siamo interrogati sulla bellezza, nell&#8217;arte e nella storia, sull&#8217;armonia del volto e del corpo&#8221;. Perché, spiega Persichetti, &#8220;occorre rieducare al gusto, riportare l&#8217;attenzione su ciò che vale veramente&#8221;. Ma anche insegnare ai giovani medici a dire no alle richieste estreme.<br />
&#8220;Se c&#8217;è un disagio &#8211; insiste &#8211; dobbiamo imparare a comprenderne l&#8217;essenza e capire se c&#8217;è un modo per aiutare, senza che si generi in futuro un disagio maggiore&#8221;, raccomanda l&#8217;esperto. Insomma, sta agli specialisti aiutare le pazienti e i pazienti che sempre più spesso si rivolgono al chirurgo a riscoprire &#8220;il senso della misura e dell&#8217;armonia. Il medico, nel corso dei secoli, ha svolto sempre questo ruolo di elemento di discernimento. E deve tornare a svolgerlo&#8221;.<br />
Insomma, non più clienti, ma di nuovo pazienti da informare e aiutare. &#8220;Perché noi dobbiamo e vogliamo dire no a richieste improbabili, e guidare verso una ricerca di armonia, formando anche &#8211; conclude l&#8217;esperto &#8211; le nuove generazioni di medici&#8221;. In grado di &#8216;ritoccare&#8217; i volti femminili e maschili in modo discreto e armonioso. Per un risultato finalmente naturale. </p>
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		<title>Sempre piu&#8217; nonne sono rifatte</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 12:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rossella Colapietra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sempre più nonne dal medico estetico e dal chirurgo plastico, per cancellare le rughe e ringiovanire lo sguardo, ma anche per rifare il seno o l&#8217;addome. In 10 anni si sono moltiplicate le richieste di ritocchi da parte degli over 70, anche per i maschi: superata questa soglia di età, la percentuale di uomini e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://irischirurgia.it/files/2010/05/chirurgia_estetica2_web-400x300.jpg" alt="chirurgia_estetica2_web-400x300" width="400" height="300" class="alignnone size-full wp-image-121" /><br />
Sempre più nonne dal medico estetico e dal chirurgo plastico, per cancellare le rughe e ringiovanire lo sguardo, ma anche per rifare il seno o l&#8217;addome. In 10 anni si sono moltiplicate le richieste di ritocchi da parte degli over 70, anche per i maschi: superata questa soglia di età, la percentuale di uomini e donne che richiedono il ritocchino è in enorme aumento. E&#8217; uno dei fenomeni di cui si parlerà al XXXI Congresso nazionale della Società italiana di medicina estetica (Sime), che è stato presentato questa mattina a Roma.<br />
&#8220;L&#8217;età media dei nostri pazienti è senza dubbio aumentata &#8211; spiega Emanuele Bartoletti, segretario generale della Sime &#8211; Mentre qualche anno fa i pazienti del medico estetico avevano soprattutto tra i 30 e i 50 anni, adesso è l&#8217;età media quella dei 50&#8243;. Ma capita spesso di visitare pazienti di 70-75 anni, e la richiesta è sempre la stessa: ringiovanire.<br />
Anche dal chirurgo aumenta molto l&#8217;età media dei pazienti. &#8220;Se 10-15 anni fa &#8211; ricorda Nicolò Scuderi, docente di chirurgia plastica all&#8217;Università Sapienza di Roma &#8211; erano rari i 70enni, oggi è molto frequente incontrarli nei nostri studi. Possiamo parlare dell&#8217;8% di tutti i pazienti&#8221;. E le richieste sono le più varie, dalla semplice punturina di botulino o acido ialuronico, fino al lifting e all&#8217;addominoplastica. E per le donne &#8220;soprattutto, quelle che sono riuscite a conservare un&#8217;invidiabile fisico nonostante l&#8217;età &#8211; aggiunge Scuderi &#8211; anche il seno nuovo&#8221;. Il rischio però, avvertono gli specialisti, è proprio quello di voler sembrare troppo giovani. &#8220;Ringiovanire con la medicina estetica o con la chirurgia plastica &#8211; conclude Bartoletti &#8211; può essere patetico. Dobbiamo riuscire a far vivere bene la propria età ai nostri pazienti, senza esagerare. Ed è un compito che coinvolge noi medici, ma anche la stampa&#8221;.</p>
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		<title>Bocca alla Jolie strega le ventenni, i consigli &#8216;anti-sfregio&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 15:32:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rossella Colapietra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le labbra carnose conquistano le ventenni italiane, convinte di poter comprare un &#8216;broncio&#8217; sexy modello Angelina Jolie con la stessa facilità con cui si acquista un rossetto. Parola di chirurgo, sono sempre più giovani le ragazze che si mettono &#8216;in coda&#8217; per chiedere la punturina volumizzante. Ma il risultato è che &#8220;si incontrano giovani donne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://irischirurgia.it/files/2010/04/wanted-angelina-jolie-011.jpg" alt="wanted-angelina-jolie-011" width="400" height="362" class="alignnone size-full wp-image-118" /><br />
Le labbra carnose conquistano le ventenni italiane, convinte di poter comprare un &#8216;broncio&#8217; sexy modello Angelina Jolie con la stessa facilità con cui si acquista un rossetto. Parola di chirurgo, sono sempre più giovani le ragazze che si mettono &#8216;in coda&#8217; per chiedere la punturina volumizzante. Ma il risultato è che &#8220;si incontrano giovani donne con bocche esageratamente ingrandite &#8211; osserva Giulio Basoccu, chirurgo estetico docente all&#8217;università La Sapienza di Roma &#8211; Un ritocco che somiglia ad uno sfregio perché non arricchisce il volto ma lo rende brutto, innaturale&#8221;, avverte lo specialista.<br />
&#8220;L&#8217;ingrandimento delle labbra è sempre stato un intervento molto richiesto &#8211; spiega Basoccu &#8211; Ma in questi ultimi due anni abbiamo assistito progressivamente ad una domanda di ritocco alla bocca che arriva in modo particolare da ragazze molto giovani, dai 20 ai 25 anni&#8221;. Giovanissime &#8216;stregate&#8217; da &#8220;modelli sbagliati di donne famose che credono molto apprezzate solo perché sono fotografate e intervistate&#8221;. Così &#8220;le ragazze spesso arrivano con richieste di ingrandimento delle labbra solo per seguire la moda e per sembrare più grandi, senza tenere conto che una bocca più pronunciata nella maggior parte dei casi stravolge completamente tutta la loro espressione&#8221;.<br />
Risultato: un&#8217;epidemia di labbra &#8216;a canotto&#8217; che deturpano visi ancora acqua e sapone. &#8220;Queste ragazze hanno avuto la sfortuna di finire in mani di chirurghi e medici estetici senza scrupoli &#8211; dice Basoccu &#8211; che non le hanno sapute consigliare e accompagnare verso il giusto cambiamento&#8221;. Invece &#8220;l&#8217;ingrandimento delle labbra è il ritocco tipico che va fatto a piccoli passi &#8211; afferma l&#8217;esperto &#8211; La strada giusta da intraprendere se si vuole rendere le proprie labbra più corpose, soprattutto in una ragazza, è quella di evidenziarne i contorni e se ce ne è bisogno di correggere leggermente gli angoli utilizzando l&#8217;acido ialuronico&#8221;. Questa sostanza &#8220;può ritenersi il più duttile e sicuro tra i filler che danno volume. Si riassorbe nel tempo e la paziente potrà tranquillamente decidere di intervenire nuovamente, magari ingrandendo poco di più di più le labbra. Ma con consapevolezza e sempre ben consigliata&#8221;. </p>
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		<title>8 italiani su 10 si fidano del chirurgo</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 16:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rossella Colapietra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Otto connazionali su 10, ripongono molta (18%) o abbastanza fiducia (62%) nel chirurgo. E anche se alle spalle hanno avuto qualche brutta esperienza, a sorpresa continuano a fidarsi di lui (60%). Sono alcuni dei risultati di una indagine realizzata dall&#8217;Ispo e presentata oggi a Roma, nel corso della conferenza per il X Convegno di primavera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://irischirurgia.it/files/2010/04/chirurgo.jpg" alt="chirurgo" width="458" height="326" class="alignnone size-full wp-image-112" /><br />
Otto connazionali su 10, ripongono molta (18%) o abbastanza fiducia (62%) nel chirurgo. E anche se alle spalle hanno avuto qualche brutta esperienza, a sorpresa continuano a fidarsi di lui (60%). Sono alcuni dei risultati di una indagine realizzata dall&#8217;Ispo e presentata oggi a Roma, nel corso della conferenza per il X Convegno di primavera della Società italiana di chirurgia (Sic), in programma a Catania dal 6 all&#8217;8 maggio.<br />
Dai dati della ricerca emerge, tra le altre cose, che 4 italiani su 10 vorrebbero un chirurgo più &#8216;umano&#8217; e attento alla comunicazione con il paziente. Ma, tra luci e ombre del Sistema sanitario nazionale, i chirurghi si guadagnano senz&#8217;altro il loro posto al sole. Anche se, accanto alla fiducia di base, resta tra i connazionali qualche preoccupazione sul loro operato.<br />
Il 57%, ad esempio, teme che i chirurghi tendano a rimandare l&#8217;operazione per tutelarsi dal rischio di denuncia, il 49% che operino anche quando non necessario, il 46% che pensino più a tutelarsi dal rischio medico-legale che alla salute del paziente. E non è un caso che oltre l&#8217;80% degli italiani si dichiari molto informato sul rischio denuncia per i chirurghi.<br />
Del resto, riconoscono gli stessi vertici della Sic riuniti oggi a Roma, la medicina difensiva esiste e finisce per gravare soprattutto sulle casse, spesso in affanno, del Ssn. Complice &#8220;una legislazione arcaica, ferma agli anni &#8217;30&#8243;, sottolinea Rocco Bellantone, segretario generale della Sic.<br />
Ma al di là di paure e timori, gli italiani si fidano del chirurgo. E se la percentuale di chi confida nel camice bianco con bisturi scende tra quelli che hanno avuto qualche brutta esperienza, &#8220;siamo portati a pensare &#8211; spiega Enrico De Antoni, presidente della Sic &#8211; che la delusione sia più legata al sistema in sé che al nostro operato, connessa probabilmente alle strutture e a tutto quel che ruota attorno a un intervento&#8221;, precisa.<br />
&#8220;Il nostro &#8211; fa notare il numero uno della Sic &#8211; è infatti un sistema universalistico&#8221;: per garantire cure a tutti è necessario sforbiciare i costi, &#8220;e se non si fanno ristrettezze sulle tecnologie impiegate, come nel caso della sanità italiana, spesso è l&#8217;organizzazione a risentirne, soprattutto sul fronte alberghiero&#8221;. Gli italiani, comunque, confidano nella sala operatoria e si mostrano informati sulle principali tematiche legate alla chirurgia. A saperne di più, evidenzia la ricerca targata Ispo e condotta su 800 connazionali, sono soprattutto i più giovani e i 45-54enni, gli studenti e i meno istruiti. A sorpresa, si dichiarano meno informati i laureati e i 25-32enni.</p>
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		<title>Bufera su ministro Serbia, in Germania per operare un&#8217;ernia</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 16:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rossella Colapietra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Serbia è bufera mediatica sullo storico ministro della Sanità Tomica Milosavljevic, l&#8217;unico sempre in carica fin dal crollo del regime di Slobodan Milosevic, 10 anni fa. Sofferente di ernia al disco, Milosavljevic ha scelto di farsi operare in Germania invece che nel suo Paese. Un &#8216;tradimento&#8217; imperdonabile, secondo la stampa locale che in coro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://irischirurgia.it/files/2010/04/tomica-milosavljevic-x.jpg" alt="tomica-milosavljevic-x" width="470" height="283" class="alignnone size-full wp-image-115" /><br />
In Serbia è bufera mediatica sullo storico ministro della Sanità Tomica Milosavljevic, l&#8217;unico sempre in carica fin dal crollo del regime di Slobodan Milosevic, 10 anni fa. Sofferente di ernia al disco, Milosavljevic ha scelto di farsi operare in Germania invece che nel suo Paese. Un &#8216;tradimento&#8217; imperdonabile, secondo la stampa locale che in coro gli punta il dito contro: &#8220;Paziente tedesco&#8221;, &#8220;Un insulto ai medici e ai malati&#8221; serbi, lo apostrofano le testate nazionali.<br />
Emigrando oltre confine per sottoporsi a un intervento &#8220;eseguito di routine&#8221; in numerosi ospedali di Belgrado, riporta tra gli altri il quotidiano &#8216;Press&#8217; citando vari esperti, &#8220;il ministro manda un messaggio negativo a tutti i medici e i cittadini&#8221;. Dal canto suo, con una nota ufficiale, Milosavljevic si difende assicurando di aver pagato l&#8217;intervento di tasca propria. </p>
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		<title>Fazio invia ispettori per bimba morta dopo intervento ernia a Napoli</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 16:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rossella Colapietra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministro della Salute Ferruccio Fazio invia gli ispettori al Policlinico seconda università di Napoli, dopo la morte della bimba nigeriana di 5 anni deceduta nel corso di un intervento di ernia ombelicale. Ne dà notizia lo stesso dicastero di Lungotevere Ripa in una nota, precisando che l&#8217;invio degli ispettori è stato disposto &#8220;per verificare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://irischirurgia.it/files/2010/04/ferruccio_fazio.jpg" alt="ferruccio_fazio" width="400" height="307" class="alignnone size-full wp-image-109" /><br />
Il ministro della Salute Ferruccio Fazio invia gli ispettori al Policlinico seconda università di Napoli, dopo la morte della bimba nigeriana di 5 anni deceduta nel corso di un intervento di ernia ombelicale. Ne dà notizia lo stesso dicastero di Lungotevere Ripa in una nota, precisando che l&#8217;invio degli ispettori è stato disposto &#8220;per verificare l&#8217;appropriatezza delle procedure effettuate e la gestione clinico assistenziale&#8221;. </p>
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		<title>Spagna, creata nuova pelle umana artificiale</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 14:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rossella Colapietra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scienziati dell&#8217;Università di Granada (Spagna) hanno generato una nuova pelle umana artificiale, grazie all&#8217;ingegneria tissutale, basandosi su un particolare biomateriale: fibrina-agarosio. La pelle artificiale è stata quindi innestata su topi, ottenendo uno &#8220;sviluppo ottimale&#8221;, anche in termini di maturazione e funzionalità. Questa eccezionale scoperta, spiegano i ricercatori, apre la strada all&#8217;uso clinico della pelle umana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://irischirurgia.it/files/2010/04/viomhxaniko_derma-thumb-small.jpg" alt="viomhxaniko_derma-thumb-small" width="280" height="345" class="alignnone size-full wp-image-106" /><br />
Scienziati dell&#8217;Università di Granada (Spagna) hanno generato una nuova pelle umana artificiale, grazie all&#8217;ingegneria tissutale, basandosi su un particolare biomateriale: fibrina-agarosio. La pelle artificiale è stata quindi innestata su topi, ottenendo uno &#8220;sviluppo ottimale&#8221;, anche in termini di maturazione e funzionalità.<br />
Questa eccezionale scoperta, spiegano i ricercatori, apre la strada all&#8217;uso clinico della pelle umana artificiale e al suo impiego in molti test di laboratorio su tessuti biologici. Anche per evitare, aggiungono, il ricorso ai test sugli animali da laboratorio. Inoltre questa scoperta potrebbe essere utile per lo sviluppo di nuovi metodi di trattamento per le patologie dermatologiche. A condurre la ricerca è stato il team di Jose Maria Jimenez Rodriguez, del gruppo di Ingegneria tissutale del Dipartimento di istologia dell&#8217;Università di Granada.<br />
Grazie a speciali tecniche gli scienziati hanno potuto valutare in vivo fattori come la proliferazione cellulare, la presenza di marcatori di differenziazione morfologica, l&#8217;angiogenesi e lo sviluppo della pelle artificiale nell&#8217;organismo ricevente. Per i test i ricercatori hanno ottenuto pelle umana dalle biopsie di alcuni pazienti sottoposti a intervento chirurgico nel Servizio di chirurgia plastica dell&#8217;Ospedale Universitario Virgen de las Nieves di Granada.<br />
Per creare artificialmente pelle umana, è stata usata fibrina ricavata dal plasma di donatori sani. I ricercatori hanno poi aggiunto l&#8217;acido tranexamico e il cloruro di calcio. Il sostituto artificiale della pelle è stato poi innestato sul dorso dei topi, per osservare la sua evoluzione in vivo.<br />
Ebbene, la pelle creata in laboratorio ha mostrato tassi di biocompatibilità &#8220;adeguata&#8221; e non c&#8217;è stato rigetto. Entro venti giorni dall&#8217;impianto, poi, la cicatrizzazione è risultata completa. &#8220;In definitiva &#8211; conclude la ricercatrice &#8211; abbiamo creato una pelle artificiale più stabile, con funzionalità simili alla normale epidermide umana&#8221;.</p>
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		<title>Super tecnologia italiana per iperblasia prostatica</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 16:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rossella Colapietra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; ufficialmente partita la collaborazione tra Quanta System, azienda appartenente al Gruppo El.En., leader nel mondo nella produzione di laser per uso medicale, estetico e industriale, e l&#8217;University College London Hospital (UCLH), uno dei centri ospedalieri all&#8217;avanguardia mondiale nel trattamento dell&#8217;iperplasia prostatica. Il protagonista indiscusso e&#8217; stato il Cyber Tullio: YAG TM 150, un laser [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://irischirurgia.it/files/2010/04/amaris-300x224.jpg" alt="amaris" width="300" height="224" class="alignnone size-medium wp-image-103" /><br />
E&#8217; ufficialmente partita la collaborazione tra Quanta System, azienda appartenente al Gruppo El.En., leader nel mondo nella produzione di laser per uso medicale, estetico e industriale, e l&#8217;University College London Hospital (UCLH), uno dei centri ospedalieri all&#8217;avanguardia mondiale nel trattamento dell&#8217;iperplasia prostatica. Il protagonista indiscusso e&#8217; stato il Cyber Tullio: YAG TM 150, un laser di ultima generazione, completamente made in Italy, sviluppato nei laboratori della sede di Varese che e&#8217; stato scelto per la possibilita di realizzare interventi sulla prostata con estrema precisione e altissima efficacia. L&#8217;accordo prevede l&#8217;adozione da parte dell&#8217;UCLH delle piu&#8217; innovative apparecchiature laser di Quanta e la possibilita per tutti i clienti attuali e futuri dell&#8217;azienda di partecipare a specifici corsi di formazione sulle nuove tecniche operatorie con laser, presso il prestigioso ospedale londinese. La giornata di inaugurazione dell&#8217;accordo si e&#8217; divisa in due fasi: la prima, al mattino, ha visto l&#8217;equipe del dottor Mark R. Feneley, responsabile del Dipartimento di Urologia dell&#8217;UCLH, impegnata nella esecuzione di due interventi particolarmente difficili e impegnativi, al quale hanno avuto l&#8217;onore di assistere anche alcuni membri del management di Quanta System, il general manager Paolo Salvadeo con Mike Degun, vice presidente dell&#8217;Educazione Clinica e dello Sviluppo Business, e Mr. Phil Evans, partner strategico dell&#8217;azienda in UK. Il primo intervento e&#8217; stato eseguito su un paziente di 65 anni con sintomi severi di iperplasia e abbondante sanguinamento della prostata. Il secondo su un paziente di 75 anni. In entrambi i casi, e&#8217; stato utilizzato il laser Cyber TM a 150 W di Quanta System, per praticare un trattamento BPH, di vaporizzazione, coagulazione e taglio della prostata. &#8220;Il primo caso e&#8217; stato particolarmente critico e complicato, e del tutto impossibile da trattarsi con tecniche tradizionali, inclusi i laser Green.<br />
Solamente con il piu&#8217; potente laser a Tullio:Yag ora disponibile sul mercato, siamo stati in grado di completare una procedura BPH su questo paziente&#8221;, ha riferito il dottor Mark Feneley. &#8220;Si tratta di un macchinario molto preciso e sicuro, che ha confermato i risultati ineguagliabili in velocita&#8217; ed efficacia che ci aspettavamo&#8221;. Nel pomeriggio invece, la delegazione si e&#8217; spostata presso il nuovo centro di training internazionale di Quanta per l&#8217;urologia, inaugurato presso l&#8217;ospedale londinese. Il centro e&#8217; equipaggiato con gli strumenti piu&#8217; moderni di simulazione per l&#8217;insegnamento e la pratica, inclusi un simulatore completo di sala operatoria e numerosi sistemi di laparoscopia. Al termine della giornata, Paolo Salvadeo, CEO di Quanta System spa ha concluso: &#8220;Per la Quanta oggi e&#8217; un grande giorno. Ho personalmente avvertito una grande eccitazione per aver avuto l&#8217;onore di accedere all&#8217;Olimpo dell&#8217;urologia mondiale. E&#8217; come per un laureato con un PHD in fisica visitare Los Alamos o Harvard, o per un ingegnere visitare l&#8217;MIT di Boston. Sono sicuro che con il management dell&#8217;UCLH, ed il suo staff di urologia, questo sia solo il primo passo per stabilire una relazione di lungo termine, che vedra&#8217; progetti di ricerca che potrebbero coinvolgere nel breve periodo anche altre importanti realta&#8217;, a livello internazionale&#8221;.</p>
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